SERVIZI > IL SERVIZIO SOCIALE TUTELA MINORI


Cos’è un Servizio Sociale di Tutela Minori

Il Servizio Sociale Tutela Minori è un Servizio che offre interventi di tipo psico-socio-educativo-assistenziale rivolti alla maternità, all’infanzia e all’età evolutiva; questi interventi si caratterizzano per la loro valenza preventiva e riparativa e sono rivolti in modo privilegiato al minore e alla sua tutela. Tra gli interventi di tutela rientrano anche quelli rivolti ai genitori con l’obiettivo di aiutare madri e padri, nei momenti di crisi, a riconoscere e recuperare le competenze di base per potere svolgere in modo sufficientemente buono le funzioni genitoriali.


Quali sono le funzioni del Servizio
Il Servizio Tutela Minori svolge due funzioni principali:
funzione di assistenza, sostegno e aiuto alla genitorialità in famiglie con minori;
funzione di vigilanza, protezione e tutela dei minori di fronte a difficoltà e carenze nella gestione del ruolo genitoriale, che devono essere attivate in presenza di fattori di rischio evolutivo del minore (art.9 e art.23, Legge 184/83) anche in assenza di una richiesta diretta della famiglia.

 

A chi si rivolge il Servizio
Il Servizio è rivolto a:

  1. - bambini in situazioni di pregiudizio;
  2. - tutti coloro (mamme, papà, nonni, insegnanti, vicini di casa, etc.) che osservano situazioni di pregiudizio a carico di minori;
  3. - mamme e papà che hanno bisogno di supporto per trovare risposte adeguate alle domande dei loro figli;
  4. - coppie in conflitto che hanno bisogno di mediazione per gestire le funzioni genitoriali.

 

Quali sono i fattori di rischio evolutivo per un minore
Sono considerati fattori di pregiudizio per un minore:

  1. - la grave trascuratezza,
  2. - lo stato di abbandono,
  3. - il maltrattamento fisico, psicologico o sessuale ad opera di un familiare o di altri soggetti,
  4. - la grave e persistente conflittualità tra i coniugi.

 

Quali sono gli interventi attivati dal Servizio


Interventi di assistenza alle famiglie e ai minori e sostegno alla genitorialità
Vengono qui compresi tutti gli interventi richiesti direttamente dalle famiglie di carattere assistenziale, educativo, di aiuto e di sostegno, che hanno l’obiettivo di favorire il diritto del minore di vivere e crescere nella propria famiglia d’origine, e sono:

  1. - consulenza e orientamento all'uso delle risorse del territorio e all'accesso ai servizi;
  2. - consulenza psico-sociale di sostegno alla genitorialità;
  3. - interventi di inserimento di minori nei contesti educativi presenti sul territorio;
  4. - interventi socio-educativi individuali e di gruppo.

 

Interventi di vigilanza e protezione dei minori
Il Servizio può venire a conoscenza, attraverso segnalazioni di altri soggetti (scuole, servizi sanitari, volontariato, vigili urbani, vicinato, ecc...), che un minore potrebbe trovarsi in una situazione di sofferenza o di rischio evolutivo. Altre volte è la Magistratura minorile che invia al servizio sociale la richiesta di verificare le condizioni di vita e familiari di un minore che presenta segnali di disagio.
Di fronte a tali segnalazioni da qualsiasi parte arrivino, gli operatori psico-sociali si attivano per una verifica della situazione segnalata e per formulare un progetto di intervento a tutela del minore.

 

Interventi relativi ai minori denunciati ai sensi del DPR 448/88
Questa attività riguarda i minori residenti segnalati dalla magistratura minorile a seguito di reati commessi di varia natura. L'intervento del Servizio riguarda l'indagine psicosociale richieste dalla Procura minorile per costruire percorsi educativi alternativi a quelli penali. Sono infatti indagini, svolte dall'assistente sociale e dalla psicologa, centrate sull'ambiente socio-familiare in cui vive il minore, sulla sua personalità e sul rapporto tra minore, reato e contesto sociale di appartenenza. L'obiettivo di tale processo è di costruire con il minore e con la sua famiglia un contesto valutativo al fine di comprendere i significati del comportamento deviante, esprimere prognosi sull'occasionalità del comportamento, valutare la connessione del reato con altri indicatori di disagio, formulare un eventuale progetto di aiuto. Questa valutazione psico-sociale fornisce al giudice informazioni di cui tener conto in sede processuale per la formulazione degli interventi di competenza della magistratura.

 

Interventi rivolti a minori devianti a rischio di emarginazione sociale
- interventi di consulenza e sostegno psico-sociale ;
- interventi di cura e di sostegno psico-sociale realizzati in rete con genitori, altri Servizi e reti informali;
- interventi di natura educativa;
- richiesta di provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria Minorile;
- interventi di inserimento lavorativo, con erogazione di borse-lavoro.

 

Interventi relativi a procedure ed accertamenti dell'autorità minorile
Vengono qui comprese le attività svolte dal servizio su richiesta del Tribunale dei Minori o del Giudice Tutelare in tema di matrimonio di minori, di Interruzione Volontaria di Gravidanza di minorenni, di tutela dei minorenni stranieri "non accompagnanti" cioè arrivati in Italia senza reti parentali.


Interventi connessi alla separazione
Nei confronti della problematica inerente la separazione coniugale il servizio opera su richiesta del Tribunale ordinario o del tribunale per i minorenni nei casi di separazione conflittuale di genitori che non riescono a trovare un accordo sull'affidamento dei figli all'uno o all'altro genitore. Anche il Giudice tutelare, che svolge funzione di vigilanza sui figli de genitori separati, può richiedere l'intervento del servizio di fronte a conflitti tra genitori già separati. Gli operatori hanno il compito di svolgere una indagine psico-sociale sui genitori, sul minore e sulla relazione genitori-figlio. Al termine dell'indagine gli operatori inviano una relazione contente una valutazione psico-sociale della situazione familiare al giudice che l'ha richiesta per gli interventi di competenza. Contestualmente il Servizio attiva un Progetto di Mediazione nei confronti del gruppo familiare con l’obiettivo di aiutare i vari membri ad elaborare i conflitti e le emozioni legate alla separazione e a fare emergere risorse e capacità insite in ciascuno, genitori e figli, per potere attraversare il cambiamento ed uscirne in modo creativo.

 

Interventi di inserimento in Comunità residenziali o semi-residenziali Familiari, Educative, Madre-Bambino o presso Famiglie Affidatarie
L’inserimento di minori presso strutture di accoglienza residenziali e semi-residenziali quali Comunità Familiari, Comunità Educative, Comunità madre/bambino o in famiglie affidatarie viene attuato dal Servizio Sociale in presenza di un provvedimento del Tribunale dei Minori di collocamento extra-familiare o in situazione di emergenza a seguito dell’applicazione dell’art. 403 c.c., quando la situazione familiare risulta altamente pregiudizievole per la crescita del minore e non sia possibile un affido familiare. Il collocamento in comunità residenziale o in affido familiare dovrebbe essere temporaneo, tenuto conto della valutazione degli operatori di poter attuare un progetto che possa prevedere il rientro nella famiglia d'origine, che però non sempre risulta percorribile. Anche nei contesti di allontanamento i genitori rimangono soggetti con proprie risorse e potenzialità da valorizzare e sostenere. E’ in questa ottica che acquistano significato: l’accompagnamento del bambino o dell’adolescente nelle diverse fasi del suo percorso di crescita, il contemporaneo sostegno ai genitori nel percorso di superamento delle loro difficoltà e il loro affiancamento nell’esercizio della responsabilità genitoriale. A seguito di tale percorso, in alcune situazioni il processo rivolto alla riunificazione familiare è possibile ed è garantito dal superamento delle condizioni che hanno portato all’allontanamento. Per raggiungere tale obiettivo, gli interventi di accoglienza e cura devono svolgersi, per quanto possibile, in collaborazione con il bambino e la sua famiglia.

 

Interventi di Affido Familiare di minori
Nell'ambito dell'affido il Servizio opera, su diversi livelli, accompagnando sia la famiglia affidataria, che il bambino con la sua famiglia d'origine in tutto il percorso dell'affido.
Tale percorso si articola in diversi sotto-interventi:
- Interventi di promozione e reperimento delle famiglie affidatarie;
- Formazione e preparazione delle famiglie affidatarie (istruttoria per l'affido);
- Attuazione del progetto di affido attraverso l'abbinamento di un bambino ad una famiglia affidataria;
- Sostegno e affiancamento alla famiglia d'origine;
- Sostegno e affiancamento alla famiglia affidataria;
- Sostegno e affiancamento del bambino o dell'adolescente in affido.
La referente dell’Equipe Affido è l’Assistente Sociale Dott.ssa Lia Chiari.

 

Per approfondire: Progetto Affido

 

Interventi connessi all'Adozione
Il Servizio Sociale svolge gli interventi previsti per legge (Legge149/2001 "Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori") per le coppie che intendono adottare un bambino italiano o straniero, e presentare la domanda di adozione al Tribunale dei Minori.
Il percorso adottivo è articolato in fasi successive e prevede che il servizio svolga le seguenti attività:
- informazione sulla legislazione e sui principali aspetti dell'esperienza adottiva;
- indagine socio-psicologica svolta da assistente sociale e psicologa durante la quale viene svolta una valutazione psico-sociale sulla idoneità genitoriale della coppia aspirate l'adozione;
- vigilanza e sostegno durante il primo anno di ingresso del bambino nella nuova famiglia.
La referente dell’Equipe Adozioni è l’assistente sociale Lara Ramuschi.


Gli Operatori

L’attuale Servizio Sociale Tutela Minori è decentrato territorialmente su tre principali poli di accesso (Medesano, Fornovo e Borgotaro) e garantisce una copertura capillare anche sul restante territorio mediante accessi settimanali o al bisogno.
Il Servizio Tutela Minori si avvale di differenti competenze professionali e opera una presa in carico multiprofessionale psico-sociale:

 

Gli operatori sono:

 

Elisa Ceci
Responsabile del servizio
Psicologa
e.ceci@rossisidoli.com
n.tel. 335 16 82 272

 

Luisanna Ferrari
Assistente sociale
l.ferrari@rossisidoli.com
n.tel. 335 70 02 888

 

Gloria Baldi
Assistente sociale per i Comuni di Borgotaro, Bedonia, Compiano, Tornolo
g.baldi@rossisisoli.com
n.tel. 335 66 33 809

 

Lia Chiari
Assistente sociale per il Comune di Fornovo
l.chiari@rossisidoli.com
n. tel. 335 19 38 324

 

Lara Ramuschi
Assistente sociale per il Medesano
l.ramuschi@rossisidoli.com
n. tel. 335 64 54 171

 

Manuela Razzetti
Assistente sociale per i Comuni di Varsi, Bardi, Solignano, Varano de’ Melegari, Pellegrino Parmense e Bore
m.razzetti@rossisidoli.com
tel. 335 666 41 48


 

La rete
Il Servizio per svolgere le sue funzioni di tutela attiva interventi integrati con i diversi soggetti istituzionali che sul territorio si occupano di minori: le Scuole di diverso ordine e grado, le Forze dell’Ordine, le Associazioni, le Parrocchie, i Comuni ed i Servizi comunali (ufficio casa, assistenza, scuola, trasporti, anagrafe), l’Asl con le specifiche diramazioni (NPI, Ser.T, Psichiatria adulti), il Centro per l’Impiego locale, l’Ufficio di Piano, e i servizi sociali locali, anziani, disabili.


I Progetti
Il Servizio Sociale di Tutela Minori sviluppa Progetti di Comunità con l’obiettivo di creare legami sociali.

 

Il Progetto Affido
Il Servizio Sociale Tutela Minori gestisce per il Distretto Valli Taro e Ceno il Progetto Affido. Il Progetto, finanziato da tutti i Comuni dell’ambito attraverso i Piani di Zona, ha avuto inizio nell’aprile 2011 ha durata triennale e si pone l’obiettivo di informare, promuovere e diffondere l’istituto dell’affido familiare.

 

Per approfondire: Progetto Affido

Il Progetto Scuola
Nel 2009-2010 a livello Provinciale è divenuta prassi operativa un “Protocollo inter-istituzionale di intervento per la tutela dei minori nei casi di sospetto abuso e maltrattamento”.  L’obiettivo del protocollo era quello di favorire una migliore tutela dei minori attraverso una più stretta collaborazione dei Servizi e delle Istituzioni concretizzata nella costruzione di percorsi operativi. Per questo il Servizio prevede con gli insegnanti appuntamenti periodici nell’arco dell’anno con l’obiettivo di co-costruire i progetti sui minori definendo in modo chiaro ruoli e funzioni a seconda dei compiti e condividere e confrontarsi sulle problematiche emergenti (pratiche ed emotive) nella gestione dei casi.

Progetto “Il Servizio Sociale a casa con l’Educatore Domiciliare”
Il Servizio Sociale ritiene che la funzione dell’educatore domiciliare sia fondamentale per la buona riuscita dei Progetti di Tutela Minori. Perché l’educatore possa svolgere la sua funzione deve potere lavorare in maniera integrata con le figure professionali (assistente sociale e psicologo) che hanno, in quanto operatori del Servizio Sociale Tutela Minori, il coordinamento del progetto sul minore che presenta problematiche di tipo sociale. Per questo sono stati previsti con gli educatori referenti dei casi degli appuntamenti periodici nell’arco dell’anno con l’obiettivo di co-costruire i progetti sui minori definendo in modo chiaro ruoli e funzioni a seconda dei compiti e condividere e confrontarsi sulle problematiche emergenti (pratiche ed emotive) nella gestione dei casi.

Progetto “Essere Genitori in Gruppo. Gruppo di condivisione e confronto sulla genitorialità”
In collaborazione con la NPI ed il CSM dell’AUSL del Distretto Valli Taro e Ceno, il Progetto    “Essere Genitori in Gruppo” nasce dall’esigenza di costruire una rete tra gli Operatori con l’obiettivo di integrare le risorse e non sovrapporre gli interventi rivolti al sostegno, sviluppo, recupero e valorizzazione delle funzioni genitoriali, e tra i genitori con l’obiettivo di confrontarsi, condividere, e rispecchiarsi sulle risorse e sui limiti di ciascuno nell’esercizio delle funzioni genitoriali, all’interno di un gruppo coordinato da esperti. Per questo è stato costituito un gruppo di genitori di minori in carico al Servizio Tutela Minori dell’ASP “Cav. Marco Rossi Sidoli” di Compiano o all' UONPIA dell’AUSL del Distretto che a cadenza mensile si incontra per una sessione di un’ora e trenta, coordinato da psicologa ASP esperta di Gruppi e psicologa NPI esperto di Gruppi.

Progetto Integrazione Sociale per Minori Stranieri
Il Progetto di Integrazione sociale per Minori Stranieri è rivolto a minori stranieri della fascia 6-13 anni e alle loro famiglie. Obiettivo principale del progetto è quello di promuovere l’integrazione linguistico/culturale e relazionale degli alunni stranieri e delle loro famiglie, sviluppando interventi educativi in orario scolastico ed extrascolastico e interventi di mediazione culturale. La finalità del progetto è garantire e sviluppare processi di accoglienza, inserimento socio-scolastico, scambio e confronto culturale, benessere comunitario. Gli interventi previsti dal Progetto sono:
- percorsi individuali e di gruppo finalizzati al supporto linguistico/educativo extra- scolastico pomeridiano;
- percorsi di mediazioni linguistico-culturale

 

Modalità di accesso al Servizio

 

Il Progetto Integrazione Sociale per Assistenti Familiari

Si propone di promuovere la qualificazione delle assistenti famigliari straniere e la regolarizzazione del «lavoro di cura» attraverso percorsi formativi e interventi di integrazione sociale e nella rete dei servizi; il progetto si propone inoltre di assicurare un punto di ascolto qualificato sia per le lavoratrici straniere impegnate nel lavoro di assistenza familiare, sia per le famiglie presso le quali svolgono la loro attività.
Per perseguire questi obiettivi verranno aperti sul territorio diversi sportelli informativi presso i quali saranno promosse le seguenti attività:
- incontri informativi in materia di diritti e doveri dei cittadini extracomunitari regolarmente residenti in Italia;
- preparazione di test di lingua italiana previsti per i richiedenti la carta di soggiorno
- accoglienza e orientamento delle nuove assistenti familiari arrivate
- accoglienza e sostegno alle famiglie nella ricerca di un’assistente familiare
- corsi di formazione

 

Sedi e orari di apertura degli sportelli

Progetto Centro di Aggregazione Giovanile
I Centri di Aggregazione Giovanile rappresentano uno strumento di osservazione dei contesti giovanili ed un luogo dove produrre pensieri e azioni intorno ai ragazzi che generino cambiamento. I CAG si propongono di promuovere l’ascolto, il confronto, la condivisione, l’approfondimento su tematiche di interesse dei ragazzi che favoriscono lo sviluppo sia della dimensione relazionale gruppale che di quella individuale dal punto di vista pratico ed emotivo-affettivo-cognitivo, e favoriscono la costruzione di una rete sociale a sostegno dei ragazzi, delle famiglie e dell’intera comunità e lo sviluppo di relazioni trasgenerazionali. L’obiettivo primario alla base del Progetto “Centri di Aggregazione Giovanile” è quello di creare una rete secondaria di sostegno intorno ai minori ed alle famiglie, partendo dalla riflessione che l’attuale contesto sociale è caratterizzato da vincoli e legami deboli che necessitano di reti di supporto che coinvolgano tutta la comunità a sostegno dello sviluppo delle nuove generazioni.
I destinatari del Progetto sono:
- preadolescenti, adolescenti e giovani di età compresa tra gli 11 e i 18 anni;
- genitori/famiglie

 

La collocazione e l’organizzazione dei 14 Centri di Aggregazione e la seguente:
- Albareto, locali comunali Ass.ne Avis;
- Bardi, Casa della Gioventù parrocchiale;
- Bedonia, Oratorio parrocchiale;
- Berceto, Casa della Gioventù parrocchiale;
- Bore, locali comunali-palestra della scuola;
- Fornovo, locali comunali;
- Medesano, locali comunali;
- Pellegrino P.se, locali comunali - teatro scuola;
- Solignano, locali comunali Ass.ne Avis;
- Rubbiano, locali Ass.ne Sportiva, sala civica;
- Terenzo - loc. Cassio, locali Ass.ne Avis;
- Tornolo - loc. Tarsogno, locali parrocchiali;
- Valmozzola, locali civici;
- Varano de' Melegari, Oratorio parrocchiale.

Progetto Informagiovani
L’InformaGiovani è un Servizio che offre ai giovani di età compresa tra i 14 e i 29 anni uno spazio di accoglienza in cui reperire informazioni per operare scelte consapevoli su temi di interesse giovanile quali l’istruzione, la formazione, lo studio all’estero, il lavoro, la vita sociale, il volontariato, l’associazionismo, la cultura, il tempo libero, l’ambiente, la salute, etc., attraverso un efficace e mirato orientamento alle opportunità esistenti sul territorio e promuovendo un sistema integrato di servizi e un attivo coinvolgimento dei soggetti formali ed informali. All’interno dell’InformaGiovani saranno presenti operatori che offrono supporto ai ragazzi nella loro attività di ricerca attraverso:
- colloqui di orientamento
- compilazione assistita c.v.
- navigazione internet
- redazione e distribuzione guide e materiale informativo.

 

Gli InformaGiovani sono così dislocati sul territorio:
- una sede centrale collocata all’interno della biblioteca dell’Istituto Superiore

Zappa-Fermi di Borgotaro;
- sedi periferiche, ospitate presso Centri di Aggregazione (Bardi, Bedonia, Berceto, Varano), Sedi Associative (Albareto, Solignano), Biblioteche e spazi pubblici forniti dai Comuni ( Bore, Pellegrino, Tarsogno, Terenzo e Valmozzola, Fornovo e Medesano) e Istituti Scolastici Superiori ( Borgotaro- Zappa-Fermi e Fornovo- I.T.S.O.S)

Progetto Operatore Telematico Sociale
Il Progetto si propone di promuovere il benessere e la salute degli adolescenti e dei giovani del territorio, sviluppando attraverso gli strumenti attualmente a disposizione del web, un servizio di ascolto, sostegno e informazione relativamente a temi di interesse specifico legati all’età giovanile/adolescenziale, quali l’uso/abuso di sostanze, la sessualità.

Progetto Gruppo Educativo di sostegno extrascolastico “In gruppo imparo meglio”
Il Progetto è rivolto a minori in età scolare dai 6 ai 15 anni inviati dalla Scuola Primaria e Secondaria di primo e secondo grado (fino al primo e secondo anno della Scuola Secondaria), dal Servizio Sociale Tutela Minori e su richiesta diretta della famiglia. Gli obiettivi del progetto sono:
promuovere il benessere dei minori e delle loro famiglie;
sostenere i minori nel percorso di apprendimento scolastico;
sostenere i minori nei processi di socializzazione con i pari e con adulti non familiari;
incidere sulla dimensione personale e familiare di disagio dei minori della comunità.
sensibilizzare e promuovere una responsabilità collettiva a livello locale rispetto ai bisogni dei minori presenti sul territorio per costruire reti secondarie di sostegno che garantiscano nel tempo continuità ai servizi di supporto scolastico attivato con la presente progettualità